Passeggiate fra i canyon e visite ad antiche miniere, eventi culturali e fizi gastronomici, cinque idee per scoprire l'isola prima dell'estate
La miniera di Montevecchio a Guspini (foto: Sardegnaturismo)
Dalle escursioni nel canyon al centro della Sardegna, alle gite in barca a vela, passando per gallerie minerarie a picco sul mare. E poi le escursioni nella foresta incontaminata e l'omaggio a Van Gogh tra opere d'arte e innovazione in un percorso che mette assieme arte, enogastronomia e archeologia. Sono, in pillole, alcune delle tappe per un viaggio, o più viaggi, in Sardegna a primavera.
Gorropu
Ad Urzulei, in provincia di Nuoro, si può visitare il canyon di Gorropu, con la sua gola dominata da due maestose pareti. È una meta ideale per gli amanti della natura incontaminata e per gli appassionati di trekking. Prevista, per escursionisti escursioni panoramiche facili, e integrali. La gola di Gorropu è visitabile da metà marzo a metà novembre.
La Sardegna a vela
Per gli appassionati della vela, e quindi delle escursioni all'signegna di "l'importante è andare" senza l'ansia del tempo, ci sono le escursioni consigliate da Sailogy, come quella (con catamarano e skipper) a La Maddalena. Tra le proposte, per esempio, quella che parte da Portisco e segue un itinerario di 7 giorni attraverso il Parco Nazionale della Maddalena, per poi fare tappa a Caprera, Cala Corsara. Altra tappa, passando all'extremita meridionale della Corsica, a Bonifacio. Poi Porto Cervo, Santa Teresa di Gallura, località sabauda che vanta una chiesa dell'800 e la Torre di Longosardo, eredità iberica. Altre tappe in barca a vela, poi, nel sud dell'isola con puntate all'isola di San Pietro da Calasetta oa Cagliari.
La costa sud occidentale
Sulla costa sud occidentale, si può fare un viaggio nel cuore della terra in una galleria mineraria che spunta su un terrazzo a picco sul mare di fronte al faraglione di Pan di Zucchero. È la galleria di Porto Flavia nel compendio minerario di Masua, nel comune di Iglesias, a sessanta chilometri da Cagliari. Nella stessa zona, seguendo la direzione nord, un'altra possibilità di escursione in un compendio minerario tra archeologia industriale e mare è a Buggerru, con la Galleria Henry. Visite in luoghi minerari anche a Montevecchio, nel Medio Campidano.
Le Cascate di Ussassai
A Ussassai, Barbagia di Seulo, Sardegna centro orientale, ecco le escursioni in un ambiente incontaminato in cui il tempo sembra muoversi nella fermatamato, camminando ai mezzo ai boschi di lecci, alle querce e alla macchia mediterranea, per poi amirare le cascate di Lequarci e Lecorci e le piscine naturali. Per gli amanti del trekking, poi, escursioni a Takiggeddu e Niala e il Montarbu.
Tra enogastronomia, innovazione e Van Gogh
Al cinema di Bitti, piccolo centro di poco più di 2.000 abitanti in provincia di Nuoro, l'arte di Van Gogh si sposa con la tradizione locale, la gastronomia e l'archeologia. Fino al 19 giugno il cinema Ariston propone uno spettacolo multimediale con la proiezione di immagini di 75 capolavori di Van Gogh, multiproiezioni in alta definizione con animazioni grafiche accompagnate dalla voce dell'attore Maurizio Lombardi e una colonna sonora appositamente realizzata. “Van Gogh – Il sogno” è il titolo dello spettacolo, un'opera audio-video di 55 minuti creata da Stefano Fomasi (arte Stefano Fake) e dal suo team, The Fake Factory. Primo step di una serie di eventi che accompagneranno il piccolo centro per tutta l'estate.
Secondo la stima di Camera Moda, la moda italiana nel 2022 supererà i 92 miliardi di euro di fatturato e i 75 miliardi di export, rispetto al 2019. Partenza brillante nei primi due mesi resta l'incognita: Russia-Ucraina guerra, incremento dei costi di produzione e lockdown in Cina
di Marta Casadei-Il Sole 24 ore
io punti chiave
La moda italiana e i settori correlati supereranno i 92 miliardi di ricavi, +2,5% nel 2019
Il driver è l'export (+11% nel 2021) che toccherà i 75,4 miliardi
Dal 17 al 21 giugno a Milano si è svolta la sfilata uomo con 66 eventi di cui 61 presenti
A fine 2022 la moda italiana supererà i livelli pre-Covid: con i settori annessi (occhialeria, gioielleria) raggiungerà una quota di 92 miliardi di euro di ricavi, dai 10,51 TP2T del 2021 e dai 2,51 TP2T del 2019. Merito, sopra in tutto, di export, che supererà i 75,4 miliardi di euro (+11% nel 2021) contro i 71,5 miliardi del 2019. Tra i mercati di destinazione più dinamici nel 2021 ci sono la Cina (+42,1%), gli Stati Uniti (+39,7%) e la Francia ( +22%).
A mettere nero su bianco il quadro di repressa sono i Fashion economic trends di Camera nazionale della moda italiana, snocciolati dal presidente Carlo Capasa in occasione della presentazione della settimana della moda uomo, a Milano dal 17 al 21 giugno 2022, con le collezioni per la primavera 2023.
"La moda italiana, nonostante il periodo di forte stress dovuto alla situazione internazionale, sta reagendo bene e sta andando meglio di quanto ci aspettassimo. Sono saliti anche l'import, a testimonianza dell'aumento dei consumi interni, e il saldo con l'estero. Per il 2022 siamo positivi e insieme realisti: molto dipende da quello che succederà nel mondo", afferma Capasa.
Partenza brillante ma molte incognite all'orizzonte
L'inizio del 2022, infatti, è stato molto promettente: nei primi due mesi, rispetto allo stesso periodo del 2021, il fatturato è cresciuto di 251 TP2T e l'export ha segnato un +23 per cento. Poi è arrivata l'vasione dell'Ucraina da parte della Russia, il 24 febbraio e l'export verso Mosca ne ha subito risentito: a marzo 2022 è calato del 50% rispetto allo stesso mese 2021.
Dai costi ai pagamenti bloccati: richieste d'aiuto al governo
Tra le richieste di aiuto del governo da parte delle aziende di moda c'è anche quella di semplificare la procedura per riscuotere i pagamenti dalla Russia per prodotti il cui costo è inferiore a 300 euro o acquistati prima dell'entrata in vigore delle sanzioni, ma non ancora saldati: "Attualmente sono blockcati e questo sta mettendo in difficita molte Pmi", dice Capasa. Il presidente dell'Ice-Agenzia Carlo Ferro, invece, ha annunciato lo stanziamento (insieme al Ministero degli Affari Esteri) di 15 milioni di euro per le aziende con molta esposizione in Russia e Ucraina. Cè poi il tema dei lockdown in Cina, un altro nodo da sciogliere per capire se il settore potrà rispettare le previsioni di crescita.
La moda uomo torna in presenza
Intanto l'uomo della fashion week ha portato ancora una ventata di ottimismo con 66 eventi di cui 61 presenti, tra debutti e ritorni (Moschino, Versace): un segnale forte di come Milano voglia mantenere la sua leadership internazionale nel settore della moda. Un obiettivo condiviso con l'amministrazione comunale: "In questo momento occorre lavorare insieme - ha affermato Alessia Cappello, assessore allo sviluppo economico e politico del lavoro - lavorando su temi quali artigianato, sostenibilità, valorizzazione dei talenti, sia emergenti che femminili" .
Il calendario si aprirà venerdì 17 pomeriggio – “Ricordiamoci che la settimana della moda maschile inizia a Firenze, a Pitti, e quindi abbiamo fissato degli appuntamenti per raccogliere la testimonianza, poi trasmetterla a Parigi” - con la presentazione di Kiton (in una nuova location) e la sfilata di DSquared2. L'ultimo live sarà quello di Zegna, in programma lunedì nella cornice unica dell'Oasi Zegna. Martedì mattina, invece, sarà dedicata agli spettacoli digitali: "Abbiamo deciso di concentrarli in unica mattinata su richiesta degli operatori: destreggiarsi tra show in streaming e in presenza, infatti, non era semplice". Pochi gli show co-ed, per girare per osare piena visibilità a un settore com la moda uomo che rappresenta un importantissimo asset per il settore della moda italiana.
La sceneggiatura è stata realizzata in cinque puntate per una durata complessiva di 280 minuti ed è stata trasmessa sulla rete nazionale a partire dall'aprile 1972
di Marco Onnembo
(ANSA)
Quando fu trasmissetto dalla Rai, cinquant'anni fa, i prodotti così si chiamavano sceneggiati. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Collodi, "L'avventura di Pinocchio" è stato suddiviso in cinque puntate della durata complessiva di 280 minuti e trasmesso sulla rete nazionale a partire dall'aprile 1972.
Nino Manfredi
Diretto da Luigi Comencini, incontrò subito un incredibile successo. E non ci vuole molto intuire che – tra i tanti ingredienti che hanno vito diventa un pezzo da collezione, a maggior inizio dalla colonna sonora – il factor successo fu senz'altro l'haver selecto Nino Manfredi per interpretare il personaggio di Mastro Geppetto, il papà del ratttino-monello più famoso del mondo.
Il suo rapporto con il giovane attore pisano Andrea Balestri nel ruolo di Pinocchio – altra scelta azzeccata – è stato il pinto arounde quale le storie diretto da Comencini hanno ruotato alla perfezione. Ma tutto il cast diede buona prova di sé. Soprattutto se si considera che la maggior parte erano attori provenienti dal genere comico. Bravissima Gina Lollobrigida nei panni della fata turchina? funtivo Vittorio De Sica, nel ruolo del giudice? indimenticabile l'interpretazione di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nelle maschere del Gatto e la Volpe. Ma Mario Adorf ed Enzo Cannavale si distinguono per genialità in ruoli diversi che di solito vengono frequentati con successo.
Se ne parla como uno dei più aperti di sempre perché lacdano i nomi più noti: una guida per sceglieri a cosa fare attenzione
(Marco Alpozzi/LaPresse)
Venerdì 6 maggio ha preso il via il Giro d'Italia, che martedì è arrivato in Italia dopo un primo weekend in Ungheria: succede, nel ciclismo, che i giri nazionali partano altrove, anche se la scelta di quest'anno è placiuta a molti, per ragioni politiche L'ultima tappa di venerdì è arrivata a Visegrád, una piccola città nota per il suo castello e il gruppo di paesi dell'est Europe che identifica, quella di sabato è stata invece una tappa a chronometro individuale quella di domenica una tappa patta, sia nel profilo altimetrico sia per quello è è successo.
Tra le persone davanti alla tv nel pomeriggio di domenica, circa una su dieci ah guardato il Giro d'Italia. Per i fan non appassionati che avrebbero potuto vederlo dal divano di casa, è stato uno dei pochi tocchi di passione, che ha spinto più persone in bagno o più banalmente a cambiare canale. Una di quelle tappe che chi non aprezia il ciclismo porterebbe criticamente a esempio per sostenitore quanto sia noioso.
Lunedì ciclisti, bici e roulotte del Giro si sono spostati dall'Ungheria alla Sicilia e martedì il Giro proseguirà in Italia. Dalla Sicilia, nelle tre settimane il percorso risalirà verso Napoli e poi, verso la costa adriatica, verso il Nord. Successivamente supererà Parma, Genova e Torino per concludere con varie tappe alpine e una finale a cronometro a Verona. Ci saranno un paio di tappe pianeggianti e probabilmente abbastanza pianeggianti anche nel loro percorso, ma anche diverse salite (per oltre 50mila metri complessivi di dislivello) e, guardando il percorso e i partecipanti, diversi motivi per cui questo Giro potrebbe meritarsi visto e seguito, almeno sporadicamente.
(Fabio Ferrari/LaPresse)
Anzitutto c'è da dire che molti grandi nomi a questo Giro non ci sono. Il primo in classifica un anno fa, il colombiano Egan Bernal, si sta reparendo da un bruttissimo incidente di inizio anno. I due corridori più forti in azione, gli sloveni Tadej Pogačar e Primož Roglič, saranno al Tour de France per scommettere sulla maglia gialla. Oltre a loro, per altri motivi, al Giro non ci sono anche Remco Evenepoel, Julian Alaphilippe, Wout van Aert e Filippo Ganna. Dei primi dieci ciclisti del classifica UCI, l'Unione ciclistica internazionale, solo due sono al Giro.
L'assenza di certi nomi abbassa il livello generale e toglie prestigio all'evento e non cè dubbio che il Tour sia più seguito, ambito e redditizio del Giro. L'assenza di un ciclista come Pogačar, infatti il favorito di quasi tutte le gare in cui è presente, rende la competizione più aperta. Sembra un modo consolatorio di raccontarsela dall'Italia, e forse un po' è così, ma c'è del vero: lo dicono anche l'escherzo e le Monde, che hannopreciso quello di quest'anno "un giro più aperto che mai".
secondoescherzo, "sarà una corsa frenetica e imprevedibile" in cui "si aprire porte solitamente chiuse e nella quale possono tentare di scombussolare le pagine del libro di strada [il grande libro con i dettagli su ogni tappa, che in Italia si chiama “il Garibaldi”] con invenzioni e attacchi”.
Un modo per vederlo in breve è che sarà l'equivalente di un Mondiale di Formula 1 senza Verstappen e Leclerc, un altro è che la sfida sarà interessante e la classifica generale in movimento, con una maglia rosa che giorno dopo giorno potrebbe passare da un ciclista un altro Anche perché, tra chi a questo Giro c'è e alla maglia rosa ci può puntare, ci sono molti attaccanti e ben pochi corridoi senza acciacchi o asterischi accanto alle loro ambizioni.
Richard Carapaz, 28enne ecuadoriano, vince il Giro nel 2019 ed è un corridoio tosto e arrembante. Ma non è uno escalatore purissimo e potrège avere qualche problema di tenuta fisica nel corso delle 18 tappe ancora da fare.
Simon Yates, 29enne britannico, ha un conto apertissimo col Giro da quando nel 2019 semita doverlo vincere e invece perse dieci minuti in una sola tappa a danno di Chris Froome. È più scalatore di Carapaz, ma anche su di lui cè qualche dubbio di conditio e tenuta.
Un altro favorito è il 23enne portoghese João Almeida, anche lui con buoni precedenti al Giro. Ma è tra quelle che avrebbero gradato più chilometri in un cronometro e salite come Blockhaus, Mortirolo, Kolovrat o Pordoi potrebbero metterlo in difficoltà più di altre.
I possibili preferiti sono tanti e l'certezza è grande. Sul sito di scommesse Eurobet c'è un generico “Altro” come vincitore, che è diverso dai circa trenta nomi proposti, ed è quotato “6 a 1”: un valore superiore a Carapaz e Yates, ma inferiore a quello assegnato a Almeida ea tutti gli altri nomi proposti.
Tra i tanti possibili favoriti, uno a cui puerde arrivare facile appassionarsi è Mikel Landa. Ha 32 anni, arriva dai Paeschi Baschi ed è uno scalatore purissimo: se in giornata, uno scalatore purissimo molto forte. Eppure, in carriera non ha mai vinto un Giro, un Tour e nemmeno una Vuelta, e solo un giro (al Giro del 2015) è finito sul podio. Quando si parla di lui, salta fuori spesso fuori la parola landismo: per farla breve, una sorta di apprccio romantico e un po' masochista al ciclismo, rassegnato al facto che Landa potenziale potenziale vincere, e però c'è sempre qualcosa che va storto. In altre parole: provarci sempre, riuscirci (quasi) mai.
Landa potrebbe provare uno di quei coraggiosi attaccacci da lontano che potrebbe animare certe tappe per ore anziché solo per gli ultimi chilometri dell'ultima salita. E la particolarità di questo Giro è che qualcosa di simile potrebbe essere fatto da molti altri, in tante tappe. Un po' perché da ormai qualche anno il ciclismo sta cambiando – in meglio – e si sta faedando più vivace, grazie soprattutto a un nuovo leva di corridori, un po' perché ci sono tanti corridoi che, per ragioni diverse, potrebbero tentare
Quando lo scalatore più forte è nella squadra più forte – come è successo qualche anno fa al Tour de France con Froome e lo Sky – c'è il rischio che la tappa non sia molto appetibile. Non dovrebbe essere il caso a questo Giro.
Perché benchè Carapaz, che corre per la Ineos (nuovo nome di Sky), possa essere considerato il più forte nella squadra più forte, è anche vero che un corridoio che spesso prova ad attaccare (e che attaccando nell'indecisione di altri ci ha ha vinto un Giro e, più recentemente, un oro olimpico) e che da qualche tempo anche la Ineos non è più dominante come era un tempo la Sky.
E comunque, non è tutta e solo una questione di maglia rosa. Un Giro d'Italia può essere inteso come una certa serie tv: con una narrazione orizzontale, che puntata dopatta segue l'evolversi di una plota principale, e con una verticale che invece si autoconclude e riguarda singoli episodi.
La sfida per la maglia rosa – con tutte le possibili tattiche ed evoluzioni del caso – è la narrazione orizzontale, ma ci saranno anche quelle della maglia rosa a cui se ne frega e puntano a vincere le singole tappe, le maglie un filo less ambite della rosa: il ciclamino (spesso vinta da velocisti, perché è a punti e non a tempo), quella bianca per il miglior giovane e quella azzurra per il miglior scala mobile.
Addirittura, la trama verticale di ogni passo è spesso animata da corridori che scappano sapendo che quasi sicuramente verranno derubati (lo fanno, tra le altre cose, per farsi vedere e perché un po' si spera comunque sempre di farcela) o magari di tentativi che non portano granché ma vivacizzano la corsa.
L'olandese Mathieu van der Poel, 27 anni ed eccellente esponente della nuova sinistra di corridoi che ha attaccato, è al momento in maglia rosa, ma non è uno scalatore e il suo obiettivo non è tenerlo fino a Verona, ma vincere altre tappe e magari portare a casa la maglia cyclamino.
È possibile che in più di un'occasione van der Poel incontrerà Biniam Girmay, un eritreo classe 2000 che già sta vincendo e che sembra poter essere destinato a vincere tanto ancora, il tutto contribuendo in modo notable alla crescita del ciclismo in Africa, un continente da cui in pastato erano arrivati molto pochi corridori.
Oltre a van der Poel e Girmay – e oltre a tutti i protagonisti della narrazione orizzontale che non disdegneranno di farsi talvolta notare anche in quella verticale – a giocarsi delle tappe potrebbe essere esserci, tra i tanti altri, anche due grandi vecchi del ciclismo.
Uno è Alejandro Valverde, che ha 42 anni e sta al ciclismo come Zlatan Ibrahimovic sta al calcio, però con meno infortuni. Un altro è Vincenzo Nibali, uno dei corridori più vincenti della storia italiana. Nibali, che ha ha 37 anni, non è dato tra i principali favoriti per la maglia rosa, che ottenne nel 2013 e nel 2016, ma nelle prime tappe è andato bene. Potrebbe puntare alla classificazione generale, provare un ultimo giro di giostra per esempio arrivando sul podio finale, che in carriera al Giro ha già raggiunto sei volte: anche se sembra difficilissimo e probabile. Oppure potrei tempare fughe e attaccare per vincere alcune singole tappe. Si avvicina alla fine della sua carriera anche il velocista britannico Mark Cavendish, che dopo anni di complicazioni ha vinto l'ultima stagione e domenica, in Ungheria, ha vinto la terza tappa.
Altri corridori un po' in difficoltà tra classifica e tappa sono i francesi Romain Bardet e Guillaume Martin, autore del libro sul ciclismo e la filosofia Socrate alla velocità, e gli italiani Giulio Ciccone e Lorenzo Fortunato, che un anno fa vinse la tappa con arrivo allo Zoncolan, una delle peggiori salite al mondo.
Un altro per cui fare il fofo è l'olandese Tom Dumoulin: ha 31 anni, vince il Giro nel 2017 (superando anche non semplici problemi intestinali) e fino a un paio di anni fa era uno dei migliori corridori in azione, capace di tenere testa ai migliori alpinisti in salita e di andare molto meglio di quasi tutti a cronometro. Poi pero scelse di prendersi alcuni mesi di pausa dal ciclismo. È tornato da un po' ed è difficile possa puntare alla maglia rosa, ma forse troverà modo di vincere qualcosa.
Visti tutti questi elementi, ha poco senso ipotizzare oggi trame e tattiche. Un corridore e la sua squadra potrebbero cambiare approccio a seconda della situazione della gara e della posizione in classifica, e l'alleanza tra squadre, le collaborazioni tra corridori o la rivalità tra quelli della stessa squadra potrebbero cambiare di giorno in giorno.
Le possibili combinazioni di cose che accadono sui tremila chilometri pedalati da più di 150 corridori di 22 squadre diverse sono infatti tante. Certe tappe alpine potieri non cambiare granché la classificazione generale e invece tappe più collinari potieri, magari a causa del meteo o di evoluzioni impreviste, scombussolare molto più le cose? alcune discese potieri essere determinanti tanto quanto certe salite.
Naturalmente una prima scrematura al gruppo dei corridori e di conseguenza alla classifica darà la tappa martedì, con arrivo sull'Etna, al Rifugio Sapienza. Servirà a vedere chi sta bene e chi no, ma non ci sarà molta tactica, perché le squadre sono ancora al completo e le forze di molti ancora abbastanza fresche. Sarà una di quelle tappe dove, volendo, puoi solo guardare gli ultimi chilometri.
Potrebbe invece valere la pena di guardare già dal primo pomeriggio un paio di tappe che, seppur senza grandi vette da scalare, saranno piene di su e giù e ideali per gli attacchi. È il caso della settima, verendri 13 con arrivo a Potenza e della quattordicesima, sabato 21 da Santena a Torino, definito dall'Equipe "una piccola Liegi-Bastogne-Liegi".
In tappe com queste il percorso permette di tentare fughe da lontano sapendo che dietro al gruppo sarà difficile rimanere compatti e mantenere quel grado di coesione e organizzazione tra gli inseguitori che servono a gestire la situazione e riprendere eventuali latitanti. Chi sarà un po' più indietro in classifica podrège provare a ribaltare le cose.
Ci sono ancora alcuni dubbi sul fatto che verranno svelati negli arrivi a Blockhaus (Domenica Prossima) e Cogne (Domenica 22 maggio). Ma è possibile che sarà tutta una sorta di preparazione all'ultima settimana di tappe prevalentemente alpine, definite daescherzo "la più terribile terza settimana dell'anno, con un colossal epilogo dolomitico". Ci saranno arrivi ad Aprica, Lavarone e poi al Santuario di Castelmonte. Ma soprattutto la penultima tappa, sabato 28 maggio, con Passo San Pellegrino, Passo Pordoi e Marmolada.
Seguirà, domenica 29 maggio, l'ultima tappa, la seconda crono (dopo quella ungherese) di un Giro con così pochi chilometri come non si vedeva dal 1962. scalatori l'eventuale ultima difesa dopo tante montagne. In genere, ai profani piacciono, le corse a cronometro meno, e stanno un po' alle tappe alpine così come i Gran Premi ei loro sorpassi stanno alle qualifiche ufficiali. Quando il cronometro sarà scaduto, però, la cosa interessante è che potrebbe essere lì, in pochi chilometri testa a testa, che dopo migliaia di chilometri e decine di migliaia di metri di dislivello uno o più corridori vinceranno la maglia rosa e il Trofeo senza fine, a spirale e chiamato così perché ogni anno riporta il nome dell'ultimo vincitore.
La tappa milanese è l'ennesima tournée italiana di Ceo di Meta, che nei giorni scorsi aveva postato contenuti da Torino e Siena
"È stato bello tornare a Milano per discutere i piani per i nuovi occhiali intelligenti con Leonardo Del Vecchio e il team di EssilorLuxottica". Lo ha scritto su Instagram l'amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, con una foto allegata, che di fatto svela come la partnership tra le due società (Meta ed EssilorLuxottica) stia andando avanti e sia profondamente strategica per il colosso di Palo Alto.
Zuckerberg, infatti, è completamente concentrato sul metaverso, tanto che qualche mese fa ha cambiato nome anche alla sua azienda (da Facebook a Meta). E il metaverso è abilitato da occhiali intelligenti e visori, settore nel quale EssilorLuxottica si sta ritagliando un ruolo da protagonista.La partnership è corso già già da un paio d'anni, ea settembre del 2021 le two società hanno lanciato primi RayBan Stories, occhiali connessi che – grazie a due piccole microcamere, un microfono e dei piccoli altoparlanti – riescono a registrare video, scattare foto, parlare al telefono e riprodurre musica.
La sensazione, con la foto di Zuckeberg, è che ora qualcosa stia ribollendo nel piatto. "Qui Leonardo sta utilizzando un prototipo della nostra interfaccia neurale EMG da polso, che consentirà finalmente di controllare occhiali e altri dispositivi", ha aggiunto il CEO di Meta nel suo post. Ma al di là di questo dispositivo, per Zuckerberg i focus sono realtà aumentata e realtà virtuale, capisaldi del metaverso.
Presentata a Cibus la nuova campagna di comunicazione di prodotto rivolta ai Millennials, attenti alla sostenibilità e alla tracciabilità
Una produzione che non si ferma nemmeno nei momenti più duri della pandemia, un trend di mercato che si distribuisce in modo robusto nel 2021 e la sfida per continuare la traiettoria di crescita anche nella complessa stagione dominata dal conflitto in tutta Europa e oltre l'escalation dei costi di produzione .
Sono queste le sfide per il Consorzio della Mozzarella di bufala campana Dop che nel 2021 ha superato la quota 54 milioni di chilogrammi di prodotto certificato (+7% rispetto al 2020 e +22% rispetto a cinque anni fa).Un 2021 brillante che ha registrato una forte ripresa anche sul mercato nazionale (+10%) oltre alla crescita positiva dell'export giunto ormai a una quota del 35% sul giro d'affari complessivo del Consorzio.
“Il 2021 – ha sottolineato il responsabile agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini – ha evidenziato il consolidamento della grande distribuzione come principale canale di vendita in Italia che ha due sbocchi chiave sul fronte dell'export che sono Francia e Germania. Due paesi che rappresentano da soli il 60% delle vendite all'estero del consorzio. Su questi due fronti le maini opportunita future sembrano venire dalle vendite dirette (che ormai usano il 28% del fatturato dei caseifici) mentre all'estero di Expo Dubai è registrato sulla registrazione delle spedizioni negli Emirati Arabi Uniti che lo scorso anno hanno rappresentato una nuova opportunità commerciale per il 28% dei caseifici della Mozzarella di Bufala Dop'.
"La sfida ora è riuscire a crescere ancora in una congiuntura complessa - ha spiegato il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo –. Conquistare i giovani consumatori? differenziare sul mercato caseario-caseario la mozzarella di bufala campana Dop, posizionandola sempre più com prodotto di eccellenza? valorizzare i suoi elementi di unicità, creando informazione e consapevolezza nei consumatori. Questi gli obiettivi del nuovo campagna presentata nell'area espositiva del Consorzio, che punta innanzitutto sui millennial, i nati tra il 1980 e il 2000.
"I millennials - ha aggiunto il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani – sono circa 11 milioni nel nostro Paese, rappresentano il 37% dei nostri consumatori, ma soprattutto sono il cuore delle famiglie, di chi ha a cuore la qualità del prodotto e attento ai temi della sostenibilità e della tracciabilità della fiera. Per questi consumatori il marchio Dop diventa un driver di scelta fondamentale'.
È proprio nell'ottica del consolidamento dei consumi nel segmento Millennial che il Consorzio ha lanciato la nuova campagna digital e social realizzata insieme a McCann Worldgroup Italia, che mira a portare chiarezza ai consumatori differenziando e caratterizzando la Mozzarella di Bufala Campana Dop rispetto alle altre tipologia di prodotti simili. "L'obiettivo - ha concluso Saccani - è sottolineare che la Mozzarella di Bufala Dop non è una merce ma un'eccellenza di sapienza made in Italy".
ioIl nuovo Airbus A350 con livrea blu ha effettuato il suo primo volo di prova. Un video celebra l'amiraglia di ITA Airways
Un aereo sostenibile: più leggero, più silenzioso e più efficiente con meno consumi di carburante ed emissioni di CO2 per passeggero inferiori del 25% – le più basse nella sua categoria 70% di materiali avanzati, più leggeri garantiscono meno peso e più autonomia, l'aerodinamica all'avanguardia, assicura ulteriore efficienza nei consumi
Da giugno l'A350 servirà le nuove rotte intercontinentali della stagione estiva 2022 di ITA Airways
Il nuovo A350-900 di ITA Airways con livrea blu ha effettuato il suo primo volo di prova. Il video del volo che ha avuto luogo presso la sede di Airbus a Tolosa è disponibile qui COLLEGAMENTO
Aeromobile di ultima generazione, l'A350 arriverà in flotta a giugno per servire le nuove rotte intercontinentali che nella stagione estiva 2022 la Compagnia aprirà da Roma Fiumicino a Los Angeles, Buenos Aires, San Paolo e Tokyo.
L'introduzione dell'Airbus A350 nella flotta di ITA Airways rappresenta un passo importante verso la sostenibilità in linea con il protocollo internazionale “Fit for 55”, di cui ITA Airways condivide gli obiettivi.
L'arrivo dell'ammiraglia consentirà all'azienda di fornire velivoli moderni ed ecocompatibili contrapposti a tecnologie all'avanguardia con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO nei 21-25 anni2 di 750 mila tonnellate.
Durante il primo volo, l'Airbus A350 con la nuova livrea blu ha volato in fase di crociera per completare il ciclo propedeutico all'ingresso nell'operatività di ITA Airways.
L'A350 torna in famiglia widebody più moderna ed efficiente del mondo ed è undiscusso del longo raggio. Si tratta infatti del velivolo più leggero, silenzioso ed efficiente della sua categoria.
La riduzione di peso pari al 70% è stata ottenuta grazie all'utilizzo di materiali avanzati e più leggeri, mentre l'aerodinamica innovativa e il motore aeronautico Rolls-Royce più efficiente al mondo (il Trent XWB) consentono di ottimizzare l'autonomia e il carico utile a prodotto dell 'efficienza. Grazie al nuovo velivolo, infatti, ITA Airways beneficerà di una riduzione dei consumi e delle emissioni di CO del 25%2 per passeggero rispetto agli erei della generazione precedente e di qualsiasi altro aereo della categoria.
Sull'A350-900 ogni dettaglio è stato progettato pensando all'efficienza aerodinamica, dalla linea curva del parabrezza 3D all'apertura dei flap. Questa aerodinamica all'avanguardia, ispirata alla natura, include un'esclusiva tecnologia di morphing dell'ala che ottimizza continuamente il profilo dell'ala per ridurre la resistenza e diminuire il consumo di carburante.
ITA Airways è orgogliosa di introdurre l'Airbus A350 nella sua flotta, che consentirà alla compagnia di sviluppare ulteriormente la sua rete intercontinentale.
La mostra, dal titolo “Sardegna Isola Megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra dal cuore del Mediterraneo”, è inaugurato oggi, 11 febbraio, al Museo Archeologico Nazionale di Salonicco.
L'evento è sostenuto dall'Ambasciata d'Italia ad Atene e dall'Istituto Italiano di Cultura di Atene nell'ambito dell'iniziativa culturale dell'Ambasciata “Tempo Forte”, sotto la cui egida viene promosso uno stretto coordinamento tra le realtà culturali italiane attive in Grecia e la controparte greca a sostegno di progetti culturali di alto profilo all'interno delle eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi.
La mostra, che arriva a Salonicco dopo le precedenti tappe al New Museum di Berlino e al Museo Statale Hermitage di San Pietroburg, resterà aperta fino al prossimo 15 maggio. La mostra pone l'attenzione sulla Sardegna, isola millenaria e teatro di innumerevoli incroci di civiltà, uno dei centri più affascinanti dell'età preistorica e protostorica. Una presenza eccezionale, uno dei monumentali guerrieri di Mont'e Prama: una statua di 300 kg e alta 190 cm con piedistallo, che prima aveva lasciato l'Italia.
"Vogliamo cogliere il futuro insieme ai nostri amici greci" .
Consigli di lettura per questa domenica: il nuovo numero di To Vima Magazine! Al suo interno, l'intervista di Marilena Atrapellou all'Ambasciatrice d'Italia in Grecia, Patrizia Falcinelli, dedicato a tutte le relazioni bilaterali tra Italia e Grecia, a tutte le priorità e interessi comuni, a tutta la cultura e al ruolo delle donne nella diplomazia.
Facciamo parte dell'associazione Gal Capo di Leuca, Gal Daunofantino, Gal Magna Grecia, Gal Meridaunia e Gal Terra d'Arneo, Gruppi di Azione Locale che rappresentano da sempre un punto di riferimento per l'attuazione delle politiche di sviluppo locale e vantano una storica esperienza quasi trentennale nell'attunga dei programmi Leader. L'idea è infatti quella di condividere le buone pratiche di ogni Gal, creando gruppi di lavoro che sappiano affrontare le difficoltà e aiutare i territori rurali a beneficiare delle risorse della comunità. È infatti questo il primario dei Gal: lavorare ad un armonico sviluppo dei territori rurale e garante il corretto utilizzo delle risorse.
L'Associazione guarda con attenzione alla nuova fase programmatoria ed intendere supportare le scelte regionali, mettendo a disposizione competenze ed esperienza maturata nei territori. Occorre programmare il prossimo sviluppo con l'ente più vicino che è la Regione Puglia, che può contare sulla capillarità dei Gal e sul loro capitale reputazionale costruito in 30 anni di attività a supporto delle imprese. "Sono onorato di rappresentare l'associazione e coordinare i lavori della Rete", spiega Cosimo Durante, eletto presidente della neonata associazione ed ex presidente del Gal Terra d'Arneo. Nuove sfide per la valorizzazione e la crescita dei territori rurali di Puglia”.
Tra le prime attività congiunte di Rete Gal-Puglia c'è la partecipazione all'edizione 2022 di BTM – Business Tourism Management che si svolgerà a Taranto il 2, 3 e 4 marzo 2022. Un'occasione per presentare l'offerta territoriale di Gal aderenti a tutti 'associazione, aprire al futuro e lavorare nell'ottica di creare orizzontali collaborazioni tra settori ed aziende. Da citare anche l'apertura dell'Antenna della Camera di Commercio Italo Hellenica di Atene in Puglia, presso il Gal Terra d'Arneo a Veglie, ed a disposibilizione dell'intero territorio regionale per favorire l'attività di internazionalizzazione del territorio rurale, con il coordinamento della Rete Gal - Puglia.
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