Lotta alla plastica in mare e nuova società per acqua da rifiuti

Eni e Cdp insieme, anche con Fincantieri, dichiarano guerra alla plastica in mare ed uniscono le forze per creare nuovi impianti in grado di trasformare i rifiuti in bio combustibili e acqua. Riutilizzare il ‘Forsu’, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, il cosiddetto “umido” costituito dagli scarti di cucina, è per il cane a sei zampe uno degli obiettivi fondamentali per imprimere al gruppo quella svolta green protagonista del prossimo piano industriale. E per spingere l’acceleratore sul progetto Eni e Cassa Depositi e Prestiti hanno dato vita ad una nuova società, la CircularIt, partecipata al 51% da Cdp Equity (società controllata da CDP) ed al 49% da Eni Rewind (società controllata da Eni). Eni ed Eni Rewind apporteranno la tecnologia proprietaria per il trattamento dei rifiuti, oltre alle proprie competenze industriali nell’ambito della costruzione e gestione degli impianti per la produzione di bio combustibili. Cdp e Cdp Equity coordineranno i rapporti istituzionali a livello centrale e locale per il supporto agli iter autorizzativi e per la promozione della tecnologia. Ma l’accordo non è l’unico annunciato oggi. Eni e la stessa Cdp hanno infatti coinvolto anche Fincantieri in un protocollo di intesa per lo sviluppo di progetti comuni con l’obiettivo di “individuare e implementare soluzioni tecnologiche per fronteggiare in modo sinergico il fenomeno del marine litter, che compromette l’ecosistema marino e costiero principalmente a causa dei rifiuti plastici galleggianti e delle microplastiche”. I tre gruppi si impegnano in pratica a studiare e sviluppare tecnologie per la raccolta dei rifiuti dispersi in mare e lungo le coste e utilizzarli per generare prodotti per la mobilità e applicazioni industriali. Cdp ed Eni hanno concordato lo sviluppo di progetti congiunti per la valorizzazione dei rifiuti urbani, con riferimento ai rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix) e al combustibile solido secondario (CSS). In particolare, Cdp contribuirà a promuovere iniziative focalizzate sulla creazione di nuovi modelli di business; Eni apporterà competenze industriali e tecniche per lo studio e sviluppo di iniziative di industrializzazione della tecnologia waste to chemical per valorizzare la materia dal Plasmix e dal Css. Fincantieri, per l’accordo relativo al marine litter, apporterà le proprie competenze per effettuare la scelta dei mezzi navali, definirne la configurazione e studiare le implicazioni logistiche per consentire raccolta, selezione e trattamento in mare dei rifiuti.

(ANSA)

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